foto storica della famiglia Mancini  
la bottega Mancini nei primi del '900  
diploma della confederazione italiana dell'artigianato rilasciato all'antica bottega artigiana Mancini nel 1918  
foto di Riccardo Mancini  
Nel lontano 1918 il mastro sellaio Tito Mancini si trasferì da Ascoli Piceno a Roma, dove mise bottega in uno dei Fornici del Teatro di Marcello, allora interrato fino al secondo ordine di archi.

Nel 1926 iniziarono i lavori di restauro per riportare in luce la parte interrata del Teatro e furono sgombrate le botteghe che qui avevano trovato posto.

In quella occasione Tito fece venire a Roma il figlio Eugenio, insieme al quale, aprì un laboratorio per la lavorazione del cuoio specializzato in articoli da viaggio.

Vennero prodotti tra l' altro le finiture in cuoio per i costumi del film “Quo Vadis” (film kolossal del 1951), i bagagli di scena per il film “Il Gattopardo” e per la commedia teatrale “Il giardino dei ciliegi” (regia di Luchino Visconti).

Nel laboratorio venne realizzata anche una cartella in nappa e vitello bianco commissionata per regalo per il Pontefice Pio XII°.

Inoltre vennero eseguite per oltre trent'anni le riparazioni per la ditta Gucci.

Da allora gli eredi della famiglia Mancini continuano la tradizione artigiana ormai da quattro generazioni. Ora con il pro nipote Riccardo nel negozio/laboratorio in Via della Palombella 28 (Roma – zona Pantheon).